“Perché avete deciso di andare in Madagascar?”

Questa è la domanda che molte volte ci è stata posta prima di partire per il nostro viaggio. Non è comune che due giovani ragazze decidano di affrontare questa esperienza per 2/3 mesi, lasciando famiglia, amici e le comodità di casa.

Ci chiamiamo Silvia e Joyce e siamo rispettivamente una ragazza italiana di 25 anni e una ragazza italo-svizzera di 18.  Entrambe ci troviamo in un periodo di cambiamento e di importanti scelte sul nostro futuro, perciò abbiamo vissuto questo tempo come occasione per riflettere e per metterci alla prova. Fin da piccole abbiamo sentito parlare della fame, della povertà e della miseria, ma le abbiamo sempre percepite come delle realtà molto lontane, quasi come non ci riguardassero. È stato proprio il bisogno di vedere con i propri occhi e di poter aiutare concretamente, che ci ha portato a comprare il biglietto aereo senza ripensamenti.

Seppur di paesi diversi, siamo venute ugualmente a conoscenza della stessa missione delle sorelle carmelitane in Madagascar.
Io, Joyce, faccio parte di un’associazione svizzera che raccoglie fondi e sostiene la comunità di Ilanivato, la cui collaborazione è iniziata grazie all’incontro con Suor Maria degli Angeli.
Io, Silvia, invece vengo da Castello Di Godego, un paesino veneto il cui asilo è gestito dalle suore della stessa congregazione.

Il nostro primo incontro è avvenuto all’aeroporto di Antananarivo a fine ottobre e da lì è iniziata la nostra avventura assieme.
L’ impatto iniziale è stato molto forte e il contrasto con la nostra realtà occidentale è stato spiazzante. La povertà, la sporcizia, le case, le strade, il comportamento delle persone, ecc… tutto era per noi nuovo e difficile da realizzare. Per un attimo ci siamo chieste come avremmo fatto a sopportare questa situazione per tutta la nostra permanenza.
Per la prima volta ci siamo sentite noi quelle diverse, le straniere, o come dicono i malgasci i “Vazaha”. Era dura vedere che la gente del posto si girava sempre a guardarci, mentre non veniva degnato di uno sguardo il bambino arrampicato sulla montagna di spazzatura che frugava alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Appena arrivate alla comunità di Ilanivato ci siamo sentite subito parte della famiglia, grazie alla calda e gioiosa accoglienza che le suore ci hanno riservato. Tra canti, buon cibo, sorrisi e danze, non ci hanno fatto mancare nulla.
Non è stato per noi troppo difficile adattarci ai ritmi e alla vita comunitaria, nonostante fossero diversi dai nostri. Le suore sono molto impegnate e mettono cuore e anima in tutto quello che fanno, trovando sempre nella loro frenetica giornata il tempo per la fede e per darci piccole attenzioni.
La nostra esperienza di volontariato è iniziata nella scuola di Santa Maria Teresa del Bambin Gesù a Ilanivato. Tutti ci hanno accolto con molto entusiasmo e curiosità, apprezzando fin da subito la nostra presenza. Nonostante il muro della lingua, abbiamo potuto comunicare con gli allievi e, con un francese limitato, aiutare i docenti che affiancavamo.
Durante la nostra permanenza abbiamo avuto anche modo di visitare le varie missioni carmelitane sparse per il Madagascar e conoscere così le diverse sfaccettature della vita dei malgasci.

Questa esperienza ci ha arricchito in molti modi. Lo stile di vita delle sorelle è stato testimonianza di genuinità, di semplicità e soprattutto di fede pura e incondizionata. L’affidarsi totalmente a Dio dà loro la forza di essere positive e portare gioia nonostante le varie avversità che incontrano, mostrandoci una nuova prospettiva con cui vedere le cose.
Abbiamo poi sperimentato in prima persona il loro prendersi cura degli altri quando anche noi abbiamo avuto dei momenti di difficoltà fisica e psichica. Tutto ciò ci ha messe alla prova, non solo nel doverci adattare all’ambiente circostante, ma anche nell’accettare di vivere senza i privilegi che normalmente abbiamo in occidente. Nella nostra quotidianità tante cose vengono date per scontato, basta pensare che alcune famiglie malgasce sono costrette a vivere in 12 all’interno di una stanza di 2m2.

Speriamo che questa nostra testimonianza possa ispirare altri giovani come noi, sensibilizzandoli alla tematica e spingendoli a mettersi in discussione.
Il nostro grazie più sentito va a tutte le sorelle carmelitane, in particolare alla comunità di Ilanivato che ci ha accompagnato e guidato per la maggior parte della nostra permanenza.

Un caloroso saluto

Silvia e Joyce

(Nella foto: Silvia e Joyce con le Suore e le postulanti, nella cappella della comunità di Ilanivato)

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